Influenze lombarde nell’ebanisteria dello zar

Sotheby’s Londra, Treasures, 6 lug 2021, Lotto 21 A pair of Russian neoclassical fruitwood marquetry commodes, late 18th century, attributed to Nikifor Vasileyv, San Pietroburgo, late 18th century

Fra le 32 opere dei Treasurs venduti a Londra da Sothenby’s lo scorso 6 luglio era presente una coppia di commodes neoclassiche riccamente intarsiate in legni policromi. Alcune caratteristiche stilistiche come le vedute panoramiche di paesaggi incorniciate da racemi fogliacei, ampi brani floreali e composizioni di frutta, legate a una studiata tecnica di taglio e assemblaggio delle tessere a creare complessi contrasti luminosi, forme e prospettive hanno permesso di restituire le due opere alla mano di Nikifor Vasileyev (1748-1848?), ebanista attivo a San Pietroburgo sotto il patrocinio di Caterina la Grande. Sono circa una dozzina i mobili attribuiti a Vasilyev, la maggior parte dei quali oggi conservati in collezioni pubbliche in Russia. L’unica opera firmata è un tavolo realizzato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del XVIII secolo con un piano raffigurante il parco del Palazzo Kuskovo, già residenza di campagna estiva e tenuta della famiglia Sheremetev.

Quello che incuriosisce delle due commodes russe di cui si scrive è il carattere lombardo, quasi spiccatamente maggioliniano. Lo sguardo di tutta Europa, come quello di Giuseppe Maggiolini dalla sua Parabiago e quello della più alta ebanisteria russa era senza dubbio rivolto ai mobili francesi Luigi XVI, ricco bacino dal quale trarre ispirazione per forme ed ornati.
Nelle due commodes di Vasileyev di derivazione parigina sono senza dubbio i fianchi con le ampie tarsie di bouquet floreali. Non si può però dire altrettanto dell’impianto generale dei fusti e della forma delle gambe, in questo caso più vicini all’ebanisteria lombarda. Vi è poi il partito minuto come i girali fogliacei, i fregi sui pilastri, e la catena intarsiata che corre lungo il raccordo tra la gamba e il fusto del mobile, tutti brani rintracciabili tra i fogli del Fondo Maggiolini presso le Civiche Raccolte milanesi. I piedi inguainati in bronzi fogliacei sono visibili, quasi identici, nelle celebri commodes eseguite da Maggiolini per il banchiere Antonio Greppi e per il marchese Carpani tra il 1775 e il 1777.

Come una possibile influenza dell’opera di Maggiolini sia potuta arrivare a San Pietroburgo la si potrebbe spiegare con il tripode inviato come dono dall’arciduca Ferdinando allo Zar di Russia. Di questo prezioso mobile, oggi perduto, riccamente intarsiato nell’intera superficie, si conserva oggi il progetto di Giuseppe Levati tra i disegni del fondo Maggiolini presso le Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. 

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