I lampadari di Mr Parker tra Londra, Roma e Milano

William Parker & Son, Lampadario, cristallo molato, bronzo dorato e cesellato. Londra 1790 ca. Già Londra, Sotheby’s

Nella Milano dell’ultimo quarto del Settecento la figura del ricco banchiere Antonio Greppi rappresentò il migliore esempio del fedele servitore del governo illuminato di Maria Teresa sul ducato lombardo.
Personaggio sempre più in vista il conte Greppi scelse come propria residenza un palazzo milanese sito in Via Sant’Antonio. A partire dal 1776 ebbero il via i lavori di restauro e decorazione affidati a Giuseppe Piermarini, Agostino Gerli e Giocondo Albertolli. Il palazzo di via Sant’Antonio divenne presto una delle dimore più moderne e raffinate della città.
Per ricostruire la storia del palazzo, che è al contempo la storia dell’artigianato milanese, è fondamentale la lettura dei documenti conservati nei fondi Greppi oggi presso l’Archivio di Stato di Milano e l’Archivio Diocesano. Le carte testimoniano come a partire dal 1777 Greppi spese con metodo e dedizione non poco del proprio tempo corrispondendo con emissari in varie città italiane ed Europee, Parigi ma soprattutto Roma, raccogliendo informazioni su mobili, decorazioni e oggetti d’arredamento all’ultima moda.
E’ Giuseppe Beretti con l’articolo apparso sulla rivista Antologia di Belle arti dal titolo “Antonio Greppi: interessamenti romani” a rendere noto il carteggio tra il conte Antonio Greppi e il suo corrispondente capitolino Fortunato Cioja. Il banchiere si dimostra molto interessato nel sondare il terreno su quanto di meglio il mercato offre nella Roma dominata dal celebre laboratorio di Luigi Valadier.
Tra bronzi e arredi quali tavoli a console, caminiere, finimenti di sedute, a destare una particolare attenzione del banchiere sono i lampadari che il Principe Borghese acquistò in Inghilterra nel 1776.
Alvar González-Palacios, in un’attenta lettura degli scritti del grand-tourists nell’Urbe redatta nella premessa del catalogo della mostra “Fasto Romano” cita un brano di Mrs Piozzi, grande amica di Sir Joshua Reynolds, che nel 1784 presso Palazzo Borghese “annota due lampadari di cristallo inglesi che sembrano non essere stati più spolverati da quando lasciarono Fleet Street”. Con tutta probabilità Mrs Piozzi si riferisce ai lampadari di cui Greppi si interessa, provenienti dallo stabilimento londinese di William Parker.
Le carte d’archivio del conte Greppi conservano precisa memoria dell’interessamento per un’eventuale trattativa concernente l’acquisto oltremanica di questi lussuosissimi oggetti. Il figlio Paolo, in quel periodo a Londra, fu infatti inviato allo stabilimento di Parker e in una lettera del 26 agosto 1777 puntualmente riferisce al padre della sua visita alla fabbrica di lampadari:

[…] in compagnia di questo signor Giovanni Valle mi sono portato dalla prima fabbrica de’ cristalli, per vedere ed esaminare alcuni lampadari finiti di diverse grandezze e disegni, e posso dire che l’occhio restò colpito tanto dalla lucidezza del cristallo, tagliato in forma di prisma che da li più belli colori che l’idea possa immaginare, quanto per la struttura varia e di buon gusto con che sono pulitamente finiti”.

A questa lettera il figlio Paolo allega una descrizione dei preziosi oggetti redatta dalla fabbrica londinese:

Di lavoro il più squisito ed elegantemente decorato d’ornamenti d’un gusto tutto nuovo, che sorpassa il cristallo di rocca. Un lampadario di questa specie di 24 lumi fu mandato all’Imperatrice delle Russie mesi sono, con una quantità di girandò dello stesso disegno […] il quale merità la piena approvazione e fu il tutto trovati il più bello che mai si fosse veduto. La composizione degli ornati è del Signor Parker, e non se ne trova dello stesso genere in tutta l’Inghilterra”.

Nulla sappiamo circa l’avvenuto o il mancato acquisto dei lampadari. L’inventario del 1802, redatto in seguito alla morte di Antonio Greppi, nel salone riporta “sei lampadari di cristallo di Boemia” stimati l’ingente cifra di 5.261 lire. Che si tratti proprio di quelli provenienti da Londra resta ad oggi solo un’ipotesi. Certo è che nella seconda metà del XVIII secolo i lussuosissimi lampadari eseguiti da Parker andarono ad illuminare i più prestigiosi palazzi d’Europa.

Un particolare esempio di questa preziosa produzione è un raro lampadario in cristallo smeraldo con montatura in ottone dorato presentato da Sotheby’s Londra fra i Treasures all’asta il 6 luglio scorso.
Eseguito presso la bottega di William Parker and Sons il lampadario presenta la tipica scansione di elementi decorativi con festoni e pendenti in cristallo. In contrapposizione al verde del vetro è l’oro dei bronzi finemente cesellati, collari a doppie fogliette d’acanto sui bracci e fasce finemente decorate da motivi neoclassici di raccordo sulla struttura portante. Resta ad oggi ignota la provenienza di questo prezioso lampadario, ma il raro color smeraldo e la ricca ornamentazione suggeriscono sia stato eseguito per uno dei ricchissimi committenti di Mr Parker.

Bibliografia: A. González-Palacios, Fasto romano: dipinti, sculture, arredi dai palazzi di Roma, Roma 1991
G. Beretti, Antonio Greppi: interessamenti romani, in «Antologia di Belle Arti», 71-74.2007, pp. 93-103